Ciao, come stai?
È la domanda che faccio sempre all’inizio delle newsletter, ed è sincera. Mi interessa veramente come stai; non tanto saperlo (anche se apprezzo molto se lasci un commento e me lo racconti), ma soprattutto mi interessa che ti fermi un attimo e pensi a come stai davvero, senza affrettarti a trovare qualche frase scontata.
Probabilmente la risposta più frequente, di questi tempi, ha a che fare con la preoccupazione. La condivido anch’io: ho la sensazione che il mondo stia bruciando, e aspettiamo solo di sapere in che maniera ci scotteremo.
Di solito questa newsletter è (volutamente) scollegata da ciò che succede attorno, ma oggi voglio lasciar entrare la realtà, e raccontarti come cerco di vivere questo periodo complesso, migliorando se posso l’ambiente che mi circonda.
Ho letto da più parti questa citazione di Alexandria Ocasio Cortez: “Respira, prenditi cura di te, chiediti ciò che puoi fare e fai ciò che puoi: ciò che fai è abbastanza” (la traduzione è mia).
Proprio pensando a questo principio, oltre a dare un piccolo contributo alla vita pubblica, e a sorvegliare dove investo il mio denaro, ho deciso di dedicarmi a due cose con cui posso portare fiducia e positività a chi incontro: l’ascolto e la gentilezza.
La prima soprattutto mi sta molto a cuore. Creare uno spazio di ascolto con le persone vicine può farle sentire comprese e accettate. Che sia un rapporto a tu per tu, o quello con un gruppo più grande, mi piace far sì che chi ho di fronte si trovi nella situazione migliore per parlare di sé sapendo di non venire giudicatə.
“Gentilezza” è un termine che ricorre e a volte viene un po’ abusato. I gesti gentili che posso fare sono tanti e forse banali, da tener aperta la porta a chi viene dopo di me, a aiutare una persona in difficoltà, ma cerco ogni volta di accompagnarli con un sorriso.
Voglio mettermi sullo stesso piano di chi riceve la gentilezza. Guardandoci negli occhi e magari scambiando una parola creiamo un rapporto che scalda il cuore e aumenta l’energia, come scrive anche Valentina Locatelli nella newsletter “Morbido”.
Forse sarò ingenua, ma mi piace pensare che ogni piccolo gesto possa creare un’onda di positività che pian piano si amplifica e migliora il mondo.
Mi sento di dire la stessa cosa anche a te: non lasciarti scoraggiare, e comincia a cambiare la realtà dalle cose piccole!
Sei d’accordo con me oppure no? Scrivimi, ti ascolto!
Foto da Pexels

Parliamo di lentezza con… Luna ovvero “La Falegnama”
Mi chiamo Luna, e nel mio atelier creativo a Faenza trasformo mobili grandi e piccoli per renderli unici.Creo anche oggetti per la casa da materiali di recupero, come i vecchi cassetti da appendere dovunque tu voglia.
Cos’è per me la lentezza?
Per me, lentezza vuol dire fermarsi al bar a fare colazione leggendo un libro senza dover guardare l’orologio, vuol dire pianificare il lavoro per dedicare tempo alla mia famiglia e vuol dire incastrare la famiglia per dedicare tempo a me.
Nel mio lavoro ci sono delle tempistiche obbligate, per cui il tempo è scandito anche dai tempi di asciugatura del colore o di tiratura della colla. Però la lentezza è sempre presente, magari sedendosi al volo per una tazza di tè, mentre si organizza l’agenda oppure fare due chiacchiere con un’amica che passa a trovarti!
Mi sono licenziata (da un lavoro part time che non faceva più per me e dove della lentezza non si sapeva neppure il significato) ormai sei anni fa e tornare indietro, ora, sarebbe impossibile ma non è tutto rose e fiori: spesso la realtà fatta di scadenza e frenesia, fa a cazzotti con l’utopia un mondo lento e a misura di persona.
Scopri i lavori di Luna Cavallari sul suo profilo Instagram “La Falegnama”

Notizie dal Giardino
Quante cose succedono nel giardino di marzo! Però in mezzo a tutti i fiori (i narcisi, le primule, la magnolia e gli iris quasi in bocciolo) ho scelto quella che ogni anno mi commuove: i piccoli germogli di peonia che spuntano rossissimi dalle foglie cadute in autunno.
Finalmente, dopo i trapianti massicci di due/tre anni fa, abbiamo peonie quasi su tutta l’aiuola: speriamo solo che fioriscano!
A far loro compagnia, le vedi, ci sono le violette. Ce ne sono di scure scure, di bianche, e poi queste qui intermedie, screziate fra il bianco e il viola. Sono fiori piccolini e discreti, ma per me sono il vero annuncio della primavera.
Spesso nelle stories di Instagram ti parlo del mio giardino, perché mi riserva sorprese in ogni stagione, e prendermene cura (anche se troppo poco, e a fasi alterne) mi aiuta a rallentare e radicarmi alla terra. Seguimi per saperne di più, o leggi le mie storie passate!

Un seme di rilassatezza: il caffè al bar
Colgo l’invito di Luna, mia ospite più sopra, per proporti una pausa: lo vuoi un caffè?
Adesso che (forse) sta per arrivare la primavera, un caffè preso al tavolino esterno del bar è veramente una gioia, prendersi il tempo per godere della tranquillità e di una coccola gustosa.
Scegli un posto tranquillo, con lз camerierз che sorridono e non mettono fretta.
Lo puoi fare anche se non sei in compagnia, davvero. È un lusso a buon mercato, che ti consente di abitare uno spazio piacevole e rilassato, guardando la vita che passa davanti a te.
Prova per un momento a mettere giù il cellulare, e assaporare veramente caffè e brioche, o qualunque altra cosa ti piaccia.
Sogna ad occhi aperti, leggi un libro, oppure semplicemente lascia scorrere il tempo senza far niente, solo per stare con te e goderti il momento.
Nel frattempo ascolta: “I Feel Free” (Cream, 1966)
Trovi tutte le musiche che consiglio nella playlist Spotify “Semi di Lentezza”

Questa è la newsletter che ho inviato ad aprile 2025, in una versione più adatta al web. La trovi con tutte le altre nell’apposito archivio.
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